Be Unhappy!

Siamo sommersi in giorni, in luoghi, che ci richiedono di essere al meglio, performanti, inarrestabili, sani, sorridenti, vincenti, consumatori, assetati di attività e di passioni, capaci di saper commentare con qualcosa di inaspettato la serie tv, la tendenza, l’esperienza di cui tutti parlano, alla ricerca ossessiva e osannata di una felicità da ostentare, senza mai permetterci, concederci e riconoscerci un momento di tranquilla non-felicità. Unica possibilità per poter poi assaporare quei rarissimi momenti di felicità. E in tutta questa immersione il rischio di sentirsi persi, smarriti, non aderenti alla nostra verità non è mai stato così alto.

La stagione di quest’anno è piena di contraddizioni, di complessità, di domande e di storie. È il frutto del lavoro instancabile di donne e uomini che hanno cercato di difendere questa idea di libertà che c’è al centro di Fertili Terreni Teatro. Un luogo dove poter tornare a respirare, parlare o stare in silenzio, un luogo in cui potersi prendere il privilegio di fare qualcosa di speciale in un mondo che ci vuole sempre sorridenti, vincenti e positivi a tutti i costi.
Quando pensiamo a Fertili Terreni Teatro ci piace pensare a qualcosa che prima non c’era.
Proporre una stagione di 44 spettacoli di drammaturgia contemporanea, diffusi su tre spazi, unire pensieri e ricerca di 4 compagnie è un atto di coraggio. Un rischio che ci assumiamo con l’intento di creare una bolla d’aria in cui provare a dar respiro. Una bolla in cui sentirsi a casa, in cui come ad un finestrino di un viaggio, ci si possa sentire liberi di farsi domande di senso, di fare i conti anche con la nostra infelicità, con le nostre debolezze, con le nostre cadute e i nostri fallimenti e con la nostra felicità. Uno spazio in cui provare a confrontarsi con storie, esperienze, bellezza, capaci di restituirci con una prospettiva inaspettata, il tempo in cui viviamo.

Abbiamo ricercato compagnie, gruppi, artisti che abbiano la capacità di spiazzare, ribaltare, sparigliare il racconto del nostro tempo. Collettivi che spesso per la prima volta portano il proprio lavoro nella nostra Regione.
Abbiamo tessuto, intrecciato, questa stagione per noi e per il pubblico a cui ci rivolgiamo, che non è un’entità generica, ma sono occhi, storie, volti che ben conosciamo e a cui abbiamo dedicato ognuno di questi appuntamenti. È il vantaggio dei nostri spazi, non solo teatri ma luoghi di vita, di incontro, di confronto, di socialità, di conoscenza. Luoghi dove potersi sentire a casa, accolti. E su questo aspetto la nostra stagione sta dedicando sempre più attività ed energie, nel mettere insieme azioni e possibilità che vadano oltre la semplice visione di uno spettacolo, ma che possano trasformare questi appuntamenti in esperienze di condivisione e confronto.
FTT come luogo di sperimentazione e di pratiche fuori dall’ordinario che aiutano il teatro e gli artisti e fanno bene agli spettatori e ad una città arricchita da un’offerta culturale plurale e “impertinente”, divertente e profonda, provocatoria e curiosa.

Tutto questo lo abbiamo creato grazie ad un dialogo aperto con i partner della stagione e soprattutto ponendoci in ascolto dei territori in cui viviamo e delle persone con cui abbiamo la fortuna di condividere il nostro lavoro, a cui non può che andare il nostro più profondo ringraziamento.
Gli spettacoli iniziano con un tempo di buio, vuoto e silenzio e poi…
Be Unhappy è …
uno spazio di libertà, è una possibilità, è un punto di partenza, è un viaggio, è una bolla, è un respiro, è guardarsi allo specchio, è scattare una foto senza filtri, è soprattutto un atto di lealtà.

Marco Lorenzi
Girolamo Lucania
Beppe Rosso
Simone Schinocca