Recensione

di Beatrice Lanzillo

Maggio 16, 2024

Nella Sicilia più nascosta, quella dell’entroterra, quella delle montagne e dei laghi, quella piú lontana e difficile da raggiungere, si disegna un filo che oltrepassa il tempo e le vite, creando un unico grande disegno.

Questo è filo che dovremo attraversare come funamboli in equilibrio tra due tempi: il presente, dove due ragazzi si incontrano a Enna (lui sta cercando le sue radici, mentre lei prova a staccarsi dalle sue) e gli anni Settanta, dove tre ragazze fondano il primo collettivo femminista di Enna e pongono le basi per una lunga amicizia.

A rilegare queste storie apparentemente così distanti troviamo un gioco di luci, sovrapposizioni, musiche e canti antichi che risvegliano le radici di ognuno di noi, mentre esploriamo quelle dei protagonisti. Così l’autrice Alba Maria Porto condivide con il pubblico una storia vera che si fa collettiva, universale, dove si attraversano temi complessi come aborto, violenza di genere, paura e lotta, senza mai perdere l’equilibrio.