Recensione

A te e famiglia

di Beatrice Lanzillo

Febbraio 13, 2024

Molto spesso chi racconta queste storie lo fa con la voce greve, fermo nell’ombra, con gli occhi fissi, come se ci fosse una ricetta per farci emozionare e lui la sapesse bene.

Non è questo il caso di Angelo Campolo, che ci racconta la sua storia (e difficilmente ci dimenticheremo che si tratta proprio della sua) coinvolgendo il corpo, con le ginocchia piegate e l’espressione degli occhi che cambia all’improvviso, che guizza in continuazione.
“A te e famiglia” ci coinvolge in un’altra vita, facendoci entrare in punta di piedi ma con occhi ben aperti. Non ci fa accomodare ma ci tiene appesi sul filo delle sue parole. A stringere ancora più questo nodo c’è la voce di Giulia Drogo, che ammorbidisce ogni spigolo rendendo questo spettacolo una vera immersione in un modo che alcuni non conoscono, ma che troppi vivono.
Storie difficili, ma raccontate in modo semplice, ed è proprio così che l’emozione arriva: Angelo è un amico che ci racconta cosa ha imparato, e da lui impariamo un po’ anche noi.