Recensione

di Edoardo Conoscenti

Marzo 14, 2024

Alla storia che ha da raccontarci, Mauro Pescio ci è arrivato per vie traverse. Lavorava a un progetto differente e si è trovato in carcere a raccontare tutt’altro.

Dice: “Mi sono sentito come davanti a degli affamati cui stavo offrendo una tisana”. Si sente in colpa, perché è troppo grande il distacco tra l’idea che aveva in mente e la cruda realtà, i volti dei detenuti. A sorpresa, però, arriva una telefonata. Così cambia tutto. È grazie a quella telefonata che Mauro Pescio si trova anche qui, al centro del palco del Teatro Bellarte, a farsi portavoce della storia di Lorenzo S.

Portavoce e testimone di una storia che ha dell’incredibile, per la clamorosa vita di Lorenzo, rapinatore di lunga data, e per la sua svolta giudiziaria e umana. Ha dell’incredibile perché è genuina, ma al tempo stesso eroica. È una storia dove il bene vince. Si fa aspettare, ma arriva. Conquistò l’autore la prima volta che l’ha ascoltata, e noi spettatori che ora pendiamo dalle sue labbra. Attraverso il teatro prendono vita il Podcast “Io ero il milanese” e il libro di Pescio, che sceglie stavolta di raccontare vis-à-vis, con un pubblico presente. Oltre due milioni i fruitori del podcast, molti i lettori che hanno acquistato il romanzo omonimo.

Eppure come Pescio entra sul palco e parla, capiamo che sì, c’era bisogno anche di questo. Perché poter vedere i suoi occhi, aiuta a immaginarsi anche quelli di Lorenzo S. Il corpo che è sul palco, non più solo voce lontana, fa sembrare tutto più vero: dalle rapine perfette ai rapporti esausti di una persona che per buona parte della sua vita non riesce a volere bene a sé stesso, tanto meno agli altri.

Mauro Pescio non recita una parte. È lui, in prima persona, che si fa testimone dei fatti. Non si inventa niente, ma riadatta e ritaglia per farne opera teatrale. E si affaccia al pubblico quasi come se ci stesse dialogando. E nonostante la bontà dell’interpretazione, si deve essere sinceri: aldilà di come l’autore la racconti, in questa storia, la verità supererà sempre la narrazione. Lorenzo era il milanese. Ora è cittadino, nel senso più vero del termine.